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I tuoi viaggi a Bormio, la "terra magnifica"

A Bormio, tra paesaggi immersi nella natura e bagni termali con vista Alpi

In Lombardia, a tre ore di automobile da Milano, si trova Bormio, 1.225 metri s.l.m. È una cittadina nel cuore dell'Alta Valtellina. Se sei un amante delle passeggiate e del trekking i sentieri di montagna all'interno Parco Nazionale dello Stelvio sono l'ideale, per l'incredibile panorama offerto e lo straordinario rigoglio della natura. Si tratta di una località alpina dotata di oltre cinquanta chilometri di piste innevate in inverno, che la rendono una meta prediletta per gli amanti dello sci e dello snowboard. I monti la circondano dando l'impressione di proteggerla e di aver creato un microcosmo che mantiene intatte le sue caratteristiche e l'atmosfera. Forse è per questo che gli abitanti del posto sono molto gelosi delle loro vallate e dei monti. Durante i tuoi viaggi a Bormio, una visita meritano le terme dei Bagni Nuovi e dei Bagni Vecchi. Si tratta delle vasche degli antichi bagni romani. Sono tuttora in funzione e l'esperienza è consigliata non soltanto per il piacere di stare a mollo nell'acqua caldissima che zampilla dalle polle, ma anche per la postazione privilegiata. La corona alpina fa da scenario al rilassamento di cui si può usufruire nelle vasche esterne. La vasca panoramica scavata nella roccia ti permetterà di godere della vista mozzafiato della conca di Bormio. La quiete che si percepisce renderà la tua permanenza incredibilmente gratificante, giovando a spirito e corpo. I Bagni nuovi sono di costruzione più recente, risalgono esattamente al 1836 e grazie all'amore che la gente del luogo riserva a questi paraggi, sono stati custoditi con grande rispetto, conservando, nonostante le successive necessarie ristrutturazioni, il loro stile neoclassico.

Le goliardie del carnevale dei matti e tradizioni medievali da riscoprire

Da visitare assolutamente è la Collegiata, dedicata ai santi patroni di Bormio. Questa chiesa medievale domina la piazza del Kuerc. La struttura ha una storia travagliata, fu distrutta nel 1621 dagli spagnoli e poi ricostruita. Il tempietto in legno risale al 1648 ed è attribuito a Giovanni Tedesco. Particolarmente bello è il portale di pietra verde che chiude la facciata a timpano. Ha un valore storico anche l'organo seicentesco sormontato da diverse cariatidi. Il trecentesco Kuerc, che nel dialetto del luogo significa "coperchio", e che dà il nome alla piazza, è il vero simbolo di Bormio. Ne costituisce il punto principale, dominato dalla Torre della Bajona. Qui si svolgevano le adunate e si riuniva la giustizia per deliberare con sentenze e decreti. L'opera è davvero suggestiva e subito riconoscibile, per la forma trapezoidale della sua copertura che davvero ricorda quella di un coperchio. Lo spazio del Kuerc è coronato da pilastri che sorreggono una tettoia ad anfiteatro. Il fondo invece è di forma semicircolare. Un'antica tradizione che potrai scoprire durante i tuoi viaggi a Bormio è il Geneiron. È un rito che si svolge l'ultimo giorno di gennaio, da cui deriva il termine dialettale. I bambini vestiti da contadini entrano nei negozi per ricevere dolci e caramelle, mentre la gioventù del posto trascina per le strade del centro storico dei recipienti di latta, che in paese chiamano "tolle" come richiamo alla stagione calda. È un rito propiziatorio all'arrivo della primavera. La gente che abita le montagne aspetta la stagione calda, durante la quale tradizionalmente si lavora di più allo scopo di produrre il fabbisogno per l'inverno, che da queste parti è così rigido da congelare gran parte delle attività. Per questo motivo il Geneiron è un rito amato da questa gente che festeggia la fine della stagione più fredda e la rinascita di tutte le attività, in special modo quella agricola. Anche il "Carneval di mat", il giorno di S. Antonio Abate, ha una storia antichissima. I ragazzi di Bormio, i mat, si appropriano del potere temporale ed eleggono il Podestà dei mat, per un giorno. Anticamente si trattava di una burla che durava una settimana. Questo scherzo rivive ogni anno, lievemente rivisitato. Il Podestà fa le veci del sindaco per una settimana. È un evento divertentissimo che si accompagna ad un altro rito irriverente: i cittadini di Bormio nel periodo del carnival depositano in una cassetta nella piazza del Kuerc, biglietti scherzosi e anonimi di lamentele e pettegolezzi. Tutto si conclude con polenta e albero della cuccagna.

Una cucina ricca di sapori intensi

Da queste parti si preparano piatti tipici della cucina valtellinese, cibi preparati con prodotti tradizionali di questa terra, capace di regalare sapori intensi e ricchi. I pizzoccheri non sfuggono a questa regola. Queste tagliatelle vengono preparate impastando farina di frumento e grano saraceno insieme a burro, verze, patate, aglio e formaggio casera. Si condiscono con burro fuso. Gli sciatt, invece, si assaporano con la polenta taragna. Sciatt è termine dialettale che sta per "rospo", forse per la forma di queste frittelle ripiene di formaggio fuso e che i buongustai accompagnano con delle verdure. Sono ottime accompagnate da un rosso valtellinese. Un'esperienza interessante è quella che si può fare all'interno di una macelleria. Chi conosce il sapore del Violino di Capra della Valchiavenna, non vi entra per caso. L'alimento in questione ha la forma dello strumento musicale: si taglia imbracciandolo come uno Stradivari. Vale la pena solo per questo. Non mancare poi di assaggiare la bresaola, che da queste parti soddisfa palati esigenti, magari accompagnata da un buon formaggio del posto, come il Bitto. Ma attenzione, chiedi il Bitto storico, che si differenzia da quello D.O.P, perché preparato con latte di vacca e capra orobica. È un formaggio che si prepara negli alpeggi della provincia di Sondrio durante la stagione estiva. Ottimo il risotto con bresaola e bitto, piatto della tradizione valtellinese, dove il sapore del formaggio di capra e aromi, si sposa magnificamente con il gusto della bresaola. Ma da provare sono anche lo scimudin e il casera. A fine pasto, che sia un pranzo della domenica o un matrimonio, non si sfugge alle tradizioni. Una di queste è il bicchierino di amaro Braulio. Fu inventato da un farmacista di Bormio nel 1826. Lo ricavò da un insieme di erbe officinali che prosperavano alle pendici del monte che ha dato il nome al liquore. La ricetta sembra essere segreta. Registrati sul nostro sito e accedi alle tantissime proposte di vacanze: approfittane, Bormio ti aspetta!

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